I libri di Riccardo

“Anime baltiche” di Jan Brokken: recensione libro

Curlandia, Livonia… non scappate, non parleremo di favole, come potreste essere indotti a credere. Di castelli, sì, ma niente principesse, semmai duchi e duchesse baltiche di antiche origini teutoniche. I castelli, come ci ha spiegato Enzo Iannacci, si perdono a causa degli imperatori, ma i castelli di cui parliamo, tra i quali una perfetta copia del Palazzo d’Inverno, sono andati perduti, dopo una ventina di generazioni, a causa del ben più prosaico patto Molotov-Ribbentrop del 1939. Del resto in queste lande, contese da sempre da russi, tedeschi, prussiani, polacchi e svedesi, tutto è immutabile e, al tempo stesso, provvisorio.

Anime baltiche

anime baltiche jan brokkenUn libro, quello di Brokken, difficile da catalogare: in parte resoconto di viaggio, in parte pinacoteca dove ammirare ritratti di personaggi che tramandano la loro storia e quella di Lettonia, Estonia e Lituania, sotto diversi padroni, fino a quando un catena umana di seicento chilometri che andava da Tallin a Vilnius, restituì ai baltici le loro nazioni grazie a una rivoluzione incruenta e cantata, ma non priva di martiri, come la ventenne Loreta Asanaviciute, limpida voce sovrastata dal rumore dei cingoli di un carro armato sovietico.

Anime baltiche di Jan Brokken è un libro affascinante, in cui ritroverete le radici ebraiche mitteleuropee così ben narrate dai fratelli Singer, il loro yiddish, i loro ghetti e, purtroppo anche i loro pogrom. Ritroverete Romain Gary, e la sua vita davanti e dietro di sé, ritroverete Hannah Arendt e la sua banalità del male, Ejzenštein e il suo bianco e nero che rende onore al rosso bolscevico, e troverete altre figure meno conosciute, ma certamente meritevoli di esserlo, come la lettone moglie di Tomasi di Lampedusa, prima psichiatra donna italiana.

Un viaggio affascinante

Se queste tematiche vi attraggono e una buona conoscenza della storia mitteleuropea e russa degli ultimi due secoli non vi difetta, intraprenderete un viaggio affascinante nei luoghi e nel tempo, in caso contrario sarete portati a giudicare di faticosa lettura un libro che invece merita un giudizio ampiamente positivo per cura dei dettagli storici e originalità.

Perché “viaggiare, insieme a leggere e ascoltare, è la via più breve per arrivare a se stessi”.

“Anime baltiche” di Jan Brokken, edizioni Iperborea. I libri di Riccardo

Riccardo Gavioso

Nasce a Torino nel 1959, dove si laurea in Giurisprudenza. Ma ormai incerto su chi fossero i buoni e i cattivi, e pur ritenendo il baratto una forma di scambio decisamente più evoluta del commercio, da allora è costretto a occuparsi di quest’ultimo. Inevitabile, quindi, che l’alienazione professionale lo spinga tra le braccia di una penna e che la relazione, pur tra alti e bassi, si protragga per diversi anni. Poi, deluso in egual misura da quel che si pubblica e da quel che non si pubblica, smette di scrivere narrativa e si occupa di giornalismo collaborando con diverse testate di rilievo e creando un blog che arriva a incuriosire diecimila lettori al giorno. Torna alla narrativa con Arpeggio Libero con cui pubblica attualmente. Ha ottenuto diversi riconoscimenti per i suoi racconti. Nel 1997 è stato finalista al Premio Internazionale di Narrativa “ Il Prione ”.

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