I libri di Marco

“La rampicante” di Davide Grittani: recensione libro

È incredibile come a volte un libricino di poco più di 200 pagine riesca a contenere così tante domande e a suscitare così tante emozioni. La Rampicante è come un vino buono che è destinato a fermentare nel lettore e a tornare in mente più e più volte nei momenti più inaspettati. Tutto ruota intorno alle vicende di una famiglia marchigiana, i Graziosi: il capofamiglia è Sor Cesare, il classico uomo che si è fatto da solo, un uomo piuttosto rude e meschino, ostinato e attaccato al lavoro, che è sulla bocca di tutti ma che si compra il rispetto degli altri tanto da portargli l’appellativo Sor in paese come segno di deferenza.

Sor Cesare è altresì gravemente malato per cui all’orizzonte si prospetta il trapianto quale unica possibilità di guarigione. Ma il protagonista di questa storia è suo figlio Riccardo, che scopre quasi per caso di essere stato adottato, cosa che lo pone in una situazione di alienazione perenne, come se fosse escluso ed esiliato dal nucleo famigliare.

Un contenitore non solo di personaggi ma anche di domande

Condizione mitigata in parte dall’amore della madre Giovanna, che da giovane lo aveva voluto ad ogni costo perché temeva di non essere fertile. Già dalle prime pagine si percepisce con evidente nitidezza come questo libro in realtà sia un contenitore. Un contenitore non solo di personaggi molto carismatici e indimenticabili, ma soprattutto un contenitore di domande.

“Edera, perché questa rampicante conserva meglio di qualsiasi altro vegetale le tracce della fatalità. Risorge se la estirpano, ricresce se la tagliano, reagisce se la umiliano. S’aggrappa dove può, un po’ come la vita”.

Questa insieme alla scrittura è la cosa che più mi ha colpito di questo romanzo. Domande che il lettore non può fare a meno di porsi su temi così vasti e delicati come l’adozione e la donazione di organi, domande più complesse e a più ampio respiro sulla vita, sul senso di responsabilità, sul prendersi cura degli altri, sul senso di gratitudine e di gratificazione. Un tema come quello dell’adozione non può di certo essere affrontato interamente con un romanzo, ma l’abilità di Davide Grittani è quella di sì grattare sulla superficie ma di farlo nei punti chiave.

Da quel momento Giovanna protesse quella pancia come i beni di famiglia, come i gioielli che si assicurano contro l’usura dell’eternità. Cesare invece senza rendersene conto comincio a tracciare un cerchio intorno a sé, alla moglie e alla bambina che stava arrivando. E che decisero di chiamare Isabella, come la sovrana delle cose impossibili. Un cerchio dentro cui non c’era posto anche per Riccardo, come quelle feste in cui se guardi bene trovi sempre uno taciturno, solitario, diverso perché all’oscuro dei codici del branco. Così fu allevato Riccardo, ai margini dell’epifania con cui per anni celebrarono l’arrivo di Isabella. E così crebbe, convinto che quella distanza fosse comune ad altre famiglie, mentre la sua infanzia veniva violata da un amore residuale.

In Riccardo infatti si concentra tutta l’angoscia e il grande interrogativo sul senso della vita che queste persone si portano dentro. Persone che già in partenza provano un enorme senso di abbandono che gli viene marchiato a fuoco alla nascita. Ma non solo. Il senso stesso di esclusione e di alienazione che queste persone sono portate a provare, questo senso di estraneità rispetto alla realtà che li circonda, questa perenne sensazione che qualcosa dentro di loro si è rotto irrimediabilmente, un qualcosa che difficilmente si può riparare e mettere insieme se non tramite l’amore e l’accettazione.

Altresì la donazione di organi è un altro tema che pone tutta una serie di interrogativi, a partire dal fatto che da una tragedia come la morte di una persona, soprattutto se giovane, si può salvare una vita ma spesso e volentieri si è inconsapevoli di chi stiamo andando a salvare e soprattutto se questa persona sarà in grado non solo di essere meritevole ma soprattutto di saper apprezzare il dono che ha ricevuto: in fondo è come se il dono della vita gli fosse stato concesso per una seconda volta. Molto significativo nel libro di Grittani è un passaggio in cui un medico sottolinea quanto a volte diamo per scontato questo dono che si chiama vita, quanto in realtà ci soffermiamo sulla malasanità e sugli errori umani che giustamente devono essere denunciati, ma quanto poco in realtà ci soffermiamo sul miracolo che ogni giorno avviene in questi ospedali.

                                   Davide Grittani

A fare da contenitore a tutto questo c’è un soggetto vivo, palpabile e a tratti vischioso, le Marche. Un luogo di luci e ombre, di bellezza e amarezza dal quale sembra quasi impossibile scappare, un posto a cui inevitabilmente si fa ritorno, un luogo la cui topografia sembra quasi plasmarsi sulle vicende umane tanto che la sequenza dei recenti terremoti accompagna la decadenza politica e sociale. Libro che è dunque contenitore di temi importanti ma anche di personaggi davvero unici. A cominciare da Riccardo il protagonista, un uomo fondamentalmente generoso ma pieno di rabbia e frustrazione, uno che è stato gettato nella mischia ma che continua a inciampare senza sapere che direzione prendere. Giovanna, sor Cesare, la sorella Isabella, personaggio tormentato e tipicamente borghese nel modo meschino che ha di agire nell’ombra e di gestire i loschi affari del padre, la compagna Sara donna anche lei tormentata ma molto pratica e per questo una quercia e un punto di riferimento. E poi c’è lei, il mio personaggio preferito, Edera, la bambina rampicante, colei che ti cresce addosso senza più lasciarti. Lei è la bambina bionda e cicciottella che sente le voci nella testa, che parla raramente ma che quando lo fa è la voce della verità: viene presa sotto l’ala protettiva di Riccardo e diventerà per lui l’unico modo per riscattarsi.         

La rampicante è un libro struggente, autentico e mai banale, un libro sulle scoperte dolorose e sullo smarrimento, sulla complessità dei rapporti umani, su quanto la vita possa essere dolorosa ma anche in grado di regalare sprazzi di autentica gioia. È un libro che tratta temi molto complessi ma lo fa con una narrazione immediata che tiene il lettore incollato alla pagina. Lo stile è ricercato ma diretto, la scrittura è molto efficace nell’utilizzare e abbinare gli oggetti della vita quotidiana e la natura circostante come strumenti per poter esprimere stati d’animo ed emozioni. In questo libro tutti i numerosi ingredienti vengono amalgamati e trattati nel miglior modo possibile, ovvero attraverso il bellissimo rapporto tra un adulto e una bambina, volendo rimarcare e sottolineare quanto bella possa essere la diversità.

“La rampicante” di Davide Grittani, edizioni LiberAria. I libri di Marco

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