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“Fedeltà” di Marco Missiroli edizioni Einaudi: recensione libro

Fedeltà è un libro molto strano. Innanzitutto è un libro molto chiacchierato, d’altronde è finalista al premio Strega ed è esattamente quello che ci si aspetta. Non ricordo un’annata in cui non ci sia stata qualche polemica sui finalisti e soprattutto sul vincitore di questo premio. Quest’anno è una bella lotta, della cinquina finale ne ho letti due, Fedeltà appunto e Addio fantasmi di Nadia Terranova; sono al corrente di tutte le polemiche che sono venute fuori sul libro di Scurati che peraltro non ho intenzione di leggere, mentre mi intriga molto La straniera della Durastanti, non conosco per nulla invece l’ultima partecipante, Rumore del mondo.

Il libro di Marco Missiroli, come dicevo, è molto discusso, ne ho sentite di tutti i colori, ho sentito gente idolatrarlo mentre altri parlavano di un colossale bluff letterario. Se ben ricordo era successa la stessa cosa col suo romanzo d’esordio, Atti osceni in luogo privato, un libro che a me alla fine era piaciuto parecchio soprattutto per il suo stile e la sua scrittura.

Una penna raffinata

Trovo che abbia una penna veramente molto raffinata, dietro ci sono una preparazione e uno studio veramente notevoli, Missiroli sa di che cosa scrive, sa scrivere ed è uno che di letteratura se ne intende davvero. Chiaramente non apprezzo tutto quello che scrive, nel suo libro di esordio ad esempio ho apprezzato molto la raffinatezza della sua scrittura e le citazioni letterarie mentre la trama tutto sommato l’ho trovata piuttosto interessante, si tratta di una storia che tiene e nel complesso di un buon romanzo di formazione.

Con lui avevo intuito che l’infedeltà poteva significare fedeltà verso se stessa

Logicamente, ma questo vale in generale, io non apprezzo questa usanza tra gli scrittori odierni di entrare nel dettaglio delle scene sessuali tra i vari personaggi di un romanzo, è una cosa che davvero non sopporto e non certo per un discorso pudico, ma per il semplice fatto che la trovo inutile e rindondante, a me non interessa sapere i particolari scabrosi della vita sessuale delle persone: sinceramente se devo prestare attenzione a questo aspetto, faccio prima ad andare su YouPorn, ecco. Ma questo chiaramente è un discorso del tutto personale. Lo stesso discorso lo applico su Fedeltà: quando si va nei dettagli sessuali per me un libro scade nel banale, scade nel commerciale e nel main stream, cioè in ciò che ci si aspetta da un libro per farlo vendere di più perché chiaramente parlare di sesso attira di più l’attenzione . Credo che questi trucchetti alla cinquanta sfumature di ciccio francamente siano del tutto innecessari.

                                                     Marco Missiroli

Detto questo, ho un approccio abbastanza contraddittorio con questo libro, nel senso che ci sono molte cose che non mi sono piaciute, tanto che fino a metà libro non riuscivo a capire il successo né tanto meno tutto l’interesse che questo romanzo ha suscitato. Stavo anche per aggiungere che non capivo il motivo della sua partecipazione alla finale dello Strega, ma stiamo parlando appunto dello Strega, un premio ambiguo per usare un eufemismo, so di tirarmi addosso non poche antipatie ma sinceramente non è un premio che apprezzi particolarmente. Di solito non mi baso sui premi letterari per farmi un’opinione su un libro, ma lo Strega negli ultimi anni a mio avviso è abbastanza scaduto, sono stati premiati libri piuttosto discutibili e in generale non l’ho mai ritenuto lo specchio del talento letterario che c’è in questo paese.

Quest’anno devo dire che ci sono delle proposte molto interessanti, anche se secondo me sono state segate delle proposte che meritavano di stare in finale. Il libro di Missiroli è un libro che, come dicevo, mi ha lasciato perplesso, tante cose non mi sono piaciute partendo da una trama che ho trovato in alcuni punti un pochino inconsistente, quello che però emerge è la gran capacità che questo scrittore ha nel descrivere la quotidianità, le dinamiche, le diverse sfaccettature, le mille tonalità nella vita di tutti i giorni in una coppia e in generale in una famiglia.

I personaggi nei quali immedesimarsi

I personaggi di questo libro sono veramente unici, pieni di contraddizioni a tal punto che spesso vorresti prenderli a sberle a cominciare dai due protagonisti. Si tratta di personaggi molto reali, molto vivi, personaggi che ti entrano dentro in qualche modo, o meglio sono personaggi nei quali tu come lettore entri dentro perché ti ci ritrovi, perché ti calzano a pennello in certe situazioni. Per quanto io abbia trovato alcune parti della storia un po’ forzate, è innegabile che Missiroli sia un grande e profondo conoscitore dell’animo umano e di quelli che sono gli impulsi di quest’ultimo. I personaggi del libro che mi hanno colpito di più e che ho trovato spesso commoventi sono gli anziani, i vecchi genitori dei rispettivi protagonisti, resi da Missiroli così umani da essere unici, in particolare la madre di Margherita, Anna, personaggio molto toccante.

L’abilità di Missiroli è la resa di tutti questi personaggi, che inizialmente appaiono piatti come la carta su cui è scritto questo libro ma che poi progressivamente prendono forma e vitalità quasi come se fossero delle persone in carne e ossa con le quali potersi confrontare e interagire. Lo stile narrativo è molto funzionale in questo senso, in quanto il tutto è raccontato in terza persona ma è come un flusso di coscienza in cui è molto efficace il passaggio senza soluzione di continuità da un personaggio all’altro quasi, come se il lettore stesse assistendo a una sorta di staffetta tra i diversi protagonisti del libro; e se questo escamotage narrativo può risultare inizialmente fuorviante, in realtà crea un gran coinvolgimento perché il lettore si sente parte integrante delle vicende e delle vicissitudini dei vari personaggi.

Fedeltà è un libro su cui ho sensazioni contrastanti, da un lato l’ho adorato, dall’altro ci sono stati momenti scoraggianti in cui non sapevo bene se continuare o meno con la lettura. È uno di quei strani libri che ho amato nonostante le numerose imperfezioni o che forse ho amato proprio a causa delle sue imperfezioni.

“Fedeltà” di Marco Missiroli, Edizioni Giulio Einaudi

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