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“Amici” di Giancarlo Governi: un racconto dalla notevole forza narrativa

Raccontare l’amicizia è un po’ come scrivere un tema a scuola. Ci lascia l’anima sui fogli. Prima o poi ne parli, non scappi dall’argomento. Parlare degli amici ti rinfranca dai giudizi, almeno è quello che credi. Le prospettive di veduta e di intimo pensiero potrebbero essere, in realtà, molto diverse. Ti fa bene raccontare di loro, anche se alcuni li hai persi di vista. C’est la vie.

L’amicizia, almeno una volta nella vita, la si conosce. E se ne sei ancora a digiuno, arriverà, prima o poi. Certo, tutto dipende da molte cose: attitudini, esigenze, affinità, casualità. Gli amici sono la primavera rigogliosa che può trasformarsi in gelido inverno quando incomprensioni e rotture portano distanze fisiche ed affettive. Conoscere il valore dell’amicizia, nei suoi aspetti più autentici, significa saper eliminare la ruggine che si può creare. Si allentano le possibili tensioni con un dialogo aperto, vero, che smorza i diverbi. Gli amici sono anche il risultato di alcuni tempi. Gli anni e le varie fasi della vita portano a spostare lo sguardo su alcune persone invece di altre, anche se poi gli amici arrivano per caso, a seconda delle circostanze, degli ambienti e delle relazioni che si instaurano per lavoro oppure per quiete personale. Quando trovi un amico ti senti ricco e felice.

In Amici di Giancarlo Governi entri nelle pieghe del racconto di un’esistenza speciale attraverso gli amici di una vita. Lo scrittore ripercorre le tappe di una vita attraverso le amicizie che lo hanno segnato e cambiato per sempre. Ogni capitolo è dedicato ad un amico: i bambini cresciuti insieme a lui nel quartiere popolare di Trastevere, i compagni di giochi del paese di campagna dove la sua famiglia si rifugiò durante la guerra, sino ai nomi noti che Governi ha incontrato grazie al suo lavoro di giornalista e autore televisivo in Rai: da Alberto Sordi a Roberto Benigni, da Enzo Tortora a Guido De Maria ed a tanti altri ancora.

Il libro, per l’intensità di scrittura, si presta bene anche ad essere letto come un romanzo, anche se è un racconto dalla forza narrativa notevole. L’autore ci ha lasciato un’autobiografia che non è solo un tributo all’amicizia. Attraverso la sua prosa ripercorre il periodo degli anni Quaranta, a Roma, e ricostruisce gli anni d’oro della televisione italiana attraverso la descrizione, da una prospettiva del tutto privilegiata, di ambienti e situazioni che pochi hanno vissuto direttamente in modo appassionato.     

“Amici” di Giancarlo Governi, edizioni Fazi.

Lucia Accoto

Lucia Accoto. Critico letterario Rai Cultura per Mille e un libro Scrittori in Tv di Gigi Marzullo su Rai1. Giornalista pubblicista, recensore professionista. Lettura, scrittura e stile, fonti di vita e di ispirazione

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