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“Melancolia della resistenza” di László Krasznahorkai, Premio Nobel per la Letteratura 2025

László Krasznahorkai Premio Nobel per la Letteratura 2025: la scelta dell’Accademia di Svezia premia un gigante assoluto. Ripropongo la recensione dì un capolavoro come “Melancolia della resistenza”, pubblicato dalla casa editrice Bompiani.

“Consigliato agli audaci inclini a complicarsi la vita anche leggendo”, per poter parlare di questo libro non potevo che prendere in prestito le parole di Giulietta Isola che, meglio di tutte, forniscono la dimensione di questo “folle” e straordinario romanzo. In effetti è una lettura impegnativa, squassante, deviante, penetrante, apocalittica dove il lettore viene spazzato via tra caos e ragione, tra poesia ed orrore, tra dolce malinconia e profonda alienazione.

Fin dalle prime pagine, si è catapultati in un mondo surreale, con uno stile travolgente che inchioda il lettore ad una corsa a perdifiato con frasi lunghissime e pensieri inarrestabili la cui punteggiatura è ridotta all’essenziale. Uno stile che obbliga a mantenere costante l’attenzione pena, forse ciò che l’autore vuole, il rischio di perdersi completamente dentro universi paralleli.

La melancolia della resistenza si trova proprio nel racconto apocalittico di un imbarbarimento, di un abbruttimento, di una popolazione-massa non pensante, alienata e assoggettata ai voleri di un principe leader, totalmente immersa nell’oblio senza più alcun residuo di umanità avvolta nel nulla e nella perdita del senso delle cose. A questa massa informe si contrappongono due personaggi, surreali e magici, straordinariamente poetici la cui dimensione letteraria è assolutamente indimenticabile.

“Aveva visto miliardi di cose inquiete, pronte al cambiamento continuo, aveva visto come dialogavano tra loro severamente senza capo né coda, ognuno per conto proprio; miliardi di relazioni, miliardi di storie, miliardi, ma si riducevano continuamente a una sola, che conteneva tutte le altre: la lotta tra ciò che resiste e ciò che tenta di sconfiggere la resistenza.”

Cupo, apocalittico e crudo “Melancolia della resistenza” è una distopia che si trasforma in biochimica divenendo una lettura fondamentale. Libri così nascono una volta ogni 100 anni. Capolavoro.

“Melancolia della resistenza” di László Krasznahorkai, edizioni Bompiani.

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