Michele Mari si aggiudica la tredicesima edizione del Premio Strega Giovani 2026

Genova, 27 maggio 2026. Michele Mari, con il romanzo I convitati di pietra (Einaudi), è il vincitore della tredicesima edizione del Premio Strega Giovani, promosso da Fondazione Maria e Goffredo Bellonci e Strega Alberti Benevento, partner BPER Banca, media partner Rai, sponsor tecnici Librerie Feltrinelli e SYGLA.

Quello di Michele Mari, con 83 preferenze su un totale di 579 espresse, è stato il libro più votato da una giuria di ragazze e ragazzi tra i 16 e i 18 anni provenienti da 114 scuole secondarie di secondo grado distribuite in Italia e all’estero. Al secondo e terzo posto si sono classificati Marco Vichi, autore di Occhi di bambina (Guanda), con 74 voti, e Teresa Ciabatti, autrice di Donnaregina (Mondadori), con 65 voti. I tre libri ricevono un voto valido per la designazione dei finalisti al Premio Strega.

Il libro vincitore è stato annunciato da Silvia Salis, Sindaca del Comune di Genova, nel corso dell’evento condotto da Loredana Lipperini, realizzato al PalaCep Pianacci con il patrocinio della Camera dei deputati e del Comune di Genova. Hanno partecipato: Giacomo Montanari, Assessore alla Cultura del Comune di Genova, Stefano Petrocchi, Direttore della Fondazione Maria e Goffredo Bellonci, Giuseppe D’Avino, Presidente di Strega Alberti Benevento e Giuseppe La Boria, direttore regionale Liguria Piemonte di BPER Banca, che ha consegnato il Premio Strega Giovani per la migliore recensione a Brando Mazzella, studente dell’ISS Cristofaro Mennella (Ischia). Il testo è stato selezionato tra oltre 300 elaborati, il vincitore riceverà un buono libri dal valore di 500€. Ecco uno stralcio della recensione al libro I convitati di pietra di Michele Mari (Einaudi):

La narrazione diventa metafora di una lotta darwiniana mascherata da rito borghese – una classe liceale che cristallizza il proprio legame non nel sentimento, ma in una “riffa della morte” – costruendo un sistema in cui l’Altro è ridotto a variabile economica e il tempo un countdown verso un’accumulazione di capitale che nessuno potrà realmente abitare. L’opera si offre come una riflessione intensa sulla crisi dell’identità collettiva e sulla memoria come spazio di contesa spietata. Il significato profondo risiede nella constatazione che l’unico “tempo ritrovato” è quello di un’aula scolastica che continua a proiettare le sue ombre sul futuro.

“I convitati dei pietra” di Michele Mari, edizioni Einaudi: il libro vincitore del Premio Strega Giovani 2026

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