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“L’invenzione di Eva” di Alessandro Barbaglia: molto più di una semplice biografia

Dopo averci raccontato l’incredibile finale di scacchi tra Bobby Fischer e Boris Spasskij giocata nel 1972 in piena Guerra Fredda, Alessandro Barbaglia ci regala il ritratto di un altro grandissimo personaggio della nostra storia pop contemporanea.

“L'invenzione di Eva” di Alessandro Barbaglia

Ne “L’invenzione di Eva. Vita scordata di Hedy Lamarr, la diva geniale”, edito da Mondadori, il podcaster fa rivivere Hedy Lamarr, al secolo Hedwig Eva Maria Kiesler: diva del cinema europeo e poi hollywoodiano dalla bellezza formidabile e prima donna nella storia del cinema a prestarsi in una scena di nudo integrale, disinibita e libera sul grande schermo come nella vita privata, una donna del futuro, icona degli anni Trenta e Quaranta e in qualche modo vittima della sua stessa virtù, quella bellezza incredibile che offuscherà tutte le sue altre doti e le sue conquiste.

Perché Hedy Lamarr era un vero e proprio genio, sin da piccolissima, quando allestiva teatrini per le sue bambole, fino all’età adulta quando inventava rossetti e tinte per capelli, arrivando, persino a brevettare per prima… il wi-fi. Ma la sua storia è quasi sconosciuta, la grande diva è oggi praticamente dimenticata.

Nel romanzo di Barbaglia, la sua storia incredibile si intreccia a quella di un’altra donna altrettanto incredibile: la sorella del narratore, altrettanto geniale e forse altrettanto disperata, altrettanto incompresa, con cui l’uomo si trova – dopo la morte della madre – a riconnettersi e, in qualche modo, anche a fare i conti con la propria inadeguatezza nel rapportarsi a lei.

Proprio l’incredibile e dimenticata vita di Hedy Lamarr è il gancio, l’anello che connette i due fratelli: della diva geniale e della sua vita, la sorella e la madre conoscevano tutto. Il personaggio è chiaramente importante e rilevante per l’esperienza personale e familiare, anche non si capisce immediatamente perché. Barbaglia lascia al lettore la scoperta.

Ed è per questo che “L’invenzione di Eva” di Alessandro Barbaglia è molto più di una semplice biografia.

Non capiamo mai davvero se l’io narrante, la sorella, siano inventati o siano reali; siamo sulla soglia dell’autofiction forse, ma poco importa se siano o meno frutto della fantasia, quel che è certo è che vivono saldamente nel mondo del romanzo. Hedy Lamarr, invece, è vera. Verissima. Anche se una storia come la sua è talmente incredibile – e, ammettiamolo, talmente poco conosciuta – da sembrare quasi un’invenzione. E invece, la parte biografica è saldamente ancorata al reale: ci sono volute ricerche e anni di approfondimento della sua storia, di studio dei suoi film, dei suoi successi, dei suoi traguardi. Il tutto a partire da un primo, formidabile e fortuito incontro di Barbaglia con “Estasi ed io” l’autobiografia della grande diva.

Lo racconta l’autore stesso: lui, libraio, scopre l’esistenza dell’attrice hollywoodiana quando una lettrice che per la prima volta entrava nella sua libreria, gli chiede una copia dell’autobiografia di questo sconosciuto personaggio del secolo scorso. Nasce in quel momento quella che a qualcuno potrebbe sembrare un’ossessione: Lamarr diventa protagonista prima di uno dei suoi “Pocket Stories”, poi di una delle “Storie vere al 97%” e, infine, trova il giusto spazio in un romanzo che è un po’ biografia, un po’ omaggio, un po’ storia di formazione.

Il castello narrativo che mette in piedi per l’occasione, si regge alla perfezione: Barbarglia sa intrecciare magistralmente i piani temporali, la storia vera e il presente inventato, il vissuto collettivo e l’emozione personale, evidenziando così quanto a volte le storie degli altri siano significative perché, in qualche modo ci raccontano le nostre storie.

Barbaglia è un bravo comunicatore, lo storytelling sicuramente è il suo mestiere e questo, ovviamente dal testo si capisce: la storia è avvincente e a tratti misteriosa; il suo stile mescola tragedia, commedia, ironia; i personaggi (sia quelli reali che quelli inventati) ti intrigano, ti affezioni ai loro difetti, alle loro follie, alle loro grandezze, ai loro fallimenti, perché, nelle sue pagine, sono umani.

Certo, in suo favore stavolta gioca anche il fatto che abbia scovato un personaggio incredibile. Quella di Hedy Lamarr diventa una storia universale, la storia di tante donne “precipitanti” come lei stessa le individua e le definisce e anche la storia di quanti con queste donne hanno a che fare.

“L’invenzione di Eva” di Alessandro Barbaglia, Mondadori, 2024

 Approfondimenti.

Redazione

Redazione della pagina web www.thebookadvisor.it

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