Nel 2026 ricorre il ventennale dalla scomparsa di Oriana Fallaci, di cui si torna a parlare (ma forse non si è mai smesso) in chiave letteraria e non: a Napoli, ad esempio, l’Università Orientale ha dedicato un convegno internazionale alla memoria della scrittrice fiorentina (Il mestiere di scrittore) proprio a inizio febbraio.
In questo articolo proveremo a consigliare cinque libri da leggere della scrittrice nata a Firenze il 29 giugno del 1929 e scomparsa il 15 settembre del 2006 nella sua città natale.
I 5 libri di Oriana Fallaci da leggere (o rileggere) oggi
Per chi vuole scoprire la forza della sua scrittura o approfondire il suo pensiero in occasione di questo ventennale, ecco i cinque titoli fondamentali che stanno scalando nuovamente le classifiche.
1. Lettera a un bambino mai nato
È il libro più intimo e, paradossalmente, quello che sta vivendo la più forte riscoperta social nel 2026. Non è solo un testo sulla maternità, ma un monologo filosofico sulla vita, sulla libertà di scelta e sul coraggio di affrontare il dolore. Le sue riflessioni sulla “felicità solitaria” sono diventate un manifesto per le nuove generazioni che rivendicano l’indipendenza emotiva.
Il libro è il tragico monologo di una donna che aspetta un figlio guardando alla maternità non come a un dovere ma come a una scelta personale e responsabile. Una donna di cui non si conosce né il nome né il volto né l’età né l’indirizzo: l’unico riferimento che viene dato per immaginarla è che vive nel nostro tempo, sola, indipendente e lavora.
2. Un uomo
Definito da molti il suo capolavoro letterario, questo romanzo-verità racconta la storia di Alekos Panagulis, l’eroe della resistenza greca e grande amore della Fallaci. È un inno alla lotta contro ogni forma di potere oppressivo e una riflessione potente sul sacrificio individuale. Leggerlo oggi significa riscoprire il valore della coerenza politica e umana.
“Un uomo” è il romanzo della vita di Alekos Panagulis, che nel 1968 è condannato a morte nella Grecia dei colonnelli per l’attentato a Georgios Papadopulos, il militare a capo del regime. Segregato per cinque anni in un carcere dove subisce le più atroci torture, restituito brevemente alla libertà, conosce l’esilio, torna in patria quando la dittatura si sgretola, è eletto deputato in Parlamento e inutilmente cerca di dimostrare che gli stessi uomini della deposta Giunta continuano a occupare posizioni di potere.
3. Intervista con la storia
In questo volume sono raccolti i faccia a faccia con i grandi della Terra: da Kissinger a Gheddafi, da Golda Meir ad Arafat. È il manuale perfetto per chi ama il giornalismo puro. La Fallaci non intervista il potere, lo sfida, lo mette a nudo con domande che nessun altro avrebbe osato porre. Un testo che insegna come la curiosità debba essere sempre accompagnata dal rigore.
“Non riesco a escludere che la nostra esistenza sia decisa da pochi, dai bei sogni o dai capricci di pochi, dall’iniziativa o dall’arbitrio di pochi… Certo è un’ipotesi atroce. Ancor più sconsolato ti chiedi come siano quei pochi: più intelligenti di noi, più forti di noi, più illuminati di noi, più intraprendenti di noi? Oppure individui come noi, né meglio né peggio di noi, creature qualsiasi che non meritano la nostra collera, la nostra ammirazione, la nostra invidia?” Così scrive la Fallaci nella premessa a “Intervista con la storia”. Qui il libro.
4. Niente e così sia
Scritto durante la guerra in Vietnam, questo libro è molto più di un reportage di guerra. È una ricerca disperata di una risposta alla domanda: “La vita cos’è?”. La nuova edizione 2026, arricchita da materiali d’archivio, ci restituisce una Fallaci giovane e tormentata, capace di raccontare l’orrore del fronte con una sensibilità umana che tocca le corde più profonde.
“La vita cos’è?” Alla vigilia della partenza per il Vietnam come inviata de “L’Europeo”, nell’autunno del 1967, Oriana Fallaci tenta di rispondere alla domanda della sorellina Elisabetta: “La vita è il tempo che passa tra il momento in cui si nasce e il momento in cui si muore”. Ma la risposta le sembra incompleta e l’interrogativo la accompagna durante il lungo viaggio. Qui il libro.
5. La rabbia e l’orgoglio
Impossibile parlare di Oriana Fallaci senza citare il libro che ha segnato il suo ritorno dopo anni di silenzio. Scritto di getto dopo l’11 settembre, è un grido di dolore e di accusa che ancora oggi divide l’opinione pubblica. Che lo si condivida o meno, resta un documento storico essenziale per capire le tensioni tra Occidente e Islam e la genesi del dibattito contemporaneo sulla difesa dell’identità culturale.
La curiosità: Il “Fondo Fallaci”
Se ti trovi in Toscana, sappi che le celebrazioni includono visite guidate al Fondo Oriana Fallaci presso la Biblioteca del Consiglio Regionale. Un’occasione unica per vedere da vicino i suoi appunti, le macchine da scrivere e la biblioteca personale di una donna che ha fatto della scrittura la sua unica ragione di vita.
Foto in copertina: Oriana fallaci in Avenida San Juan de Letran, México City, 15 ottobre 1968, copyright Agenzia: AP.






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