La casa editrice Nord non tradisce le aspettative e con La prima regina di Alessandra Selmi porta in libreria un grande romanzo storico su Margherita di Savoia. L’ideale per gli amanti della storia, delle grandi epopee familiari e, in particolare delle famiglie reali.
Nobiltà fa rima con solitudine
Moglie di Umberto I di Savoia, Margherita di Savoia viene introdotta alla Villa Reale di Monza dopo un’infanzia e una giovinezza da predestinata. Istruita sin da piccola a ricoprire il ruolo centrale per il futuro della sua dinastia, consapevole di sposare il trono e non l’uomo che vi siede, al solo scopo di dargli un erede. Non c’è amore nel suo futuro, non quello convenzionale per lo meno. Ma lei è determinata a non soccombere sommessamente al proprio destino e a cercare la felicità nonostante tutto, e a conquistare se non altro, l’amore del suo popolo.
Accanto alle sue vicende, sono narrate, quelle “più piccole” e certamente inedite di Nina. Alla giovane sguattera viene assegnato il compito di occuparsi della camera della principessa Margherita al suo arrivo a corte. Catapultata in un ambiente sfavillante ma fatto di intrighi e macchinazioni, Nina faticherà a trovare la sua strada. Riuscirà però infine a realizzare se stessa attraverso, prima di tutto, l’istruzione e lo studio.
Letteratura da leoni
Nord si è ormai specializzata nelle epopee familiari; l’incredibile successo della Saga dei Florio, i Leoni di Sicilia, non è troppo lontano nel tempo. La stessa Selmi (giusto per ricordare una delle sue opere più recenti) era uscita nel 2022 con Al di qua del fiume, altro romanzo di ampio respiro in cui si esplorava la storia industriale del nostro paese, attraverso le vicende della famiglia Crespi.
Ne La prima regina di Alessandra Selmi la cifra stilistica rimane la stessa per l’autrice (e, in fondo, anche per la casa editrice ormai riconoscibile per titoli e grafica). Un mix molto ben dosato di accuratezza storica e fiction, che tiene il lettore ancorato a personaggi noti. In storie del cui sviluppo siamo già molto consapevoli, niente di meglio di uno scorcio sulla quotidianità e sull’umano sentire. Nel romanzo della Selmi, ai personaggi ci si appassiona e affeziona (alla piccola Nina come alla principessa Margherita). Ci si sente presi e catturati da una interiorità che ci sembra finalmente di conoscere e comprendere.
Vita reale… aspetta, cosa?
Il meccanismo è noto, è quello delle docufiction e di tante fortunate forme di narrazione che si concentrano su protagonisti dalla personalità di forte successo o dalla storia molto nota. Entrando nel cuore di ciò che li ha mossi e motivati, li sentiamo più vicini, più umani. Il gioco narrativo funziona già molto bene nei casi di grandi capitani d’impresa o degli eroi, più o meno moderni. Ma ci ammalia ancora di più quando si parla dei reali, questa categoria sociale che appare così lontana da noi comuni mortali, che ci piace immaginare con le nostre stesse debolezze.
In realtà, però, a voler meglio guardare, questo più che un romanzo storico sulla famiglia Savoia è un romanzo di grandi donne e una storia di grande emancipazione femminile, pur con esiti all’apparenza differenti. Anche su questo, i fedelissimi lettori di Nord sanno di poter contare (vedi alla lettera G di Giannone, qui e qui).
Beata lei! Chiunque sia lei…
Nina e Margherita sono due donne giovani, che sfidano le convenzioni, che si ribellano a un ruolo imposto, che hanno la forza e il coraggio di desiderare (qualcosa di più o qualcosa di diverso). I loro percorsi scorrono paralleli e quasi a specchio: alla grande fortuna dell’una corrisponde la grande sofferenza dell’altra. Ma il cambio prospettico che si vive conoscendo meglio le loro storie e il loro sviluppo nella narrazione, porta il lettore a interrogarsi su chi sia quella davvero libera.
Sono entrambe donne che hanno cuore e coraggio e che in questo sono incredibilmente attuali e contemporanee. Due donne moderne, per quel vago senso che ha questo termine in un’epoca di post modernità in cui tutto sembra ripetersi e ritornare. Due donne in cui ci si riconosce perché appassionate e umane.
È la magia della letteratura, certamente, e di quell’empatia che quando riversata nelle parole e nella scrittura, funziona. Così bene da rendere i personaggi più rotondi, più umani, più veri. Insomma, da donare loro un cuore.
“La prima regina” di Alessandra Selmi, Editrice Nord, 2025.





