Il romanzo di Antonio Manzini, uscito nel 2020, si distacca dalle celebri indagini del vicequestore Rocco Schiavone per affrontare un tema di grande impatto emotivo ed etico: il lutto e la ricerca di giustizia privata dopo un crimine.
La storia ruota attorno a Nora e Pasquale, una coppia di Pescara, proprietari di una tabaccheria, la cui vita è stata distrutta sei anni prima. Durante una rapina nel loro negozio, il loro unico figlio, Corrado, è stato ucciso.
La narrazione prende il via quando Nora, in treno, riconosce casualmente l’assassino del figlio, Paolo Dainese. Sei anni dopo l’omicidio, l’uomo è già libero, beneficiando di uno sconto di pena per omicidio preterintenzionale e buona condotta. Per i genitori, devastati dal dolore, la notizia che il carnefice di Corrado stia rifacendosi una vita, mentre la loro si è fermata, è inaccettabile e riaccende una rabbia feroce.
Nora e Pasquale, pur uniti dal dolore, reagiscono in modi molto diversi: Pasquale è mosso da un desiderio di vendetta immediata e violenta, cercando la via più semplice per la sua “giustizia”, Nora ordisce un piano più complesso e macabro, una giustizia riparatrice che coinvolge da vicino Paolo, l’assassino, scavando nella sua nuova vita.
Manzini esplora con cruda intensità la vita dei tre personaggi (Nora, Pasquale e Paolo), mostrando come la tragedia li abbia resi tutti delle vittime, seppur con colpe e dolori differenti. Il romanzo è un’immersione nell’ossessione, nel dolore che non si elabora e nel desiderio di colmare il vuoto lasciato da una giustizia che non è riuscita a dare consolazione.
Gli ultimi giorni di quiete di Antonio Manzini è un romanzo crudo, intenso e psicologico, che mette il lettore di fronte a domande scomode sul confine tra legge e morale, tra giustizia di Stato e vendetta privata. Manzini si conferma grande scrittore e grande conoscitore dell’animo umano, il suo talento di manifesta specialmente nei suoi romanzi “duri“ (per dirla alla Simenon): tra questi ho letto “orfani bianchi“ e “Sangue marcio“. Sono libri potenti e coinvolgenti, che consiglio.
“Gli ultimi giorni di quiete” di Antonio Manzini, edizioni Sellerio.


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